SCOPRI IL SEGRETO PER ARRESTARE L’AUTODISTRUZIONE


Nel momento stesso in cui ho deciso di aprire questa Azienda mi sono ripromesso di smettere di comunicare con i miei clienti in maniera formale. E di tirare fuori le palle e iniziare a parlare con un linguaggio che gli fosse più comune. Ma soprattutto di dire le cose in faccia. Belle o brutte ma comunque in maniera schietta. Anche a costo di sembrare arrogante e di attirarmi le antipatie.

In questo articolo quindi ho deciso di parlarti di un problema veramente pressante: il tuo locale vuoto.

Ora, non so se il tuo locale è esattamente vuoto, ma sono convinto che quantomeno, non è pieno come tu lo vorresti.

E questo avviene non perché c’è la crisi. Non perché la gente non ha più soldi. Non perché ci sono troppe attività che si sovrappongono e disperdono clientela.

Queste sono bugie che ti raccontano e ti racconti. E posso elencarne anche altre: non è vero che devi aprire in un posto di passaggio. Non è vero che bastano entusiasmo e sorrisi. Non è vero che devi fare amicizia con i clienti. Non è vero che per riempire il locale devi stracciare i prezzi.

La verità? La verità, ti piaccia o no, è che se non riesci ad emergere è proprio perché hai creduto a queste stupidaggini.

In buona fede, per carità. Ma non cambia il fatto che siano cazzate.

La dura realtà da affrontare è che, in questo mutato scenario economico, l’ultima cosa di cui hai bisogno sono inutili e stupidi luoghi comuni come quelli che hai letto pochi secondi fa.

Parliamo un secondo della “crisi”. Ti faccio una semplice domanda: da quanto tempo dura questa crisi? Rispondo io senza che ti vai a fare le ricerche su Google: è iniziata nel 2007. Quindi sono ben 10 anni che siamo in crisi. Una recessione è per sua stessa natura un momento di contrazione economica che si alterna a quelli di crescita. Quindi “una crisi” è di per se un fattore momentaneo.

Questa dura già da 10 anni. Ma soprattutto i segni di ripresa tanto paventati dai media, nella realtà (parlo di quella realtà vissuta da noi piccoli imprenditori che stiamo per strada dalla mattina alla sera, non di quella realtà che dice che il PIL è tornato a crescere dello 0,1%!!!) non si vedono neanche se guardiamo col telescopio Hubble!

Quindi perché continuare a chiamarla crisi? Perché invece non la chiamiamo per quello che è veramente? Ovvero un NUOVO SCENARIO ECONOMICO. Che non vuol dire che non ci siano delle difficoltà oggettive. Ma anche tu però non fai nulla per affilare le tue armi e potenziare la tua attrattività ai massimi livelli. In fin dei conti se guardi bene, lì fuori, ci sono una quantità enorme di ristoranti, pizzerie, bar e quant’altro che funziona ed è sempre piena di gente.

Ed è proprio su questo aspetto che devi focalizzare la tua attenzione. Devi smetterla di prendertela col mondo intero e cominciare ad assumerti le responsabilità di quello che accade a te stesso e al tuo locale.

Ci sono infatti solo due modi per approcciare il business. Anzi per dirla tutta ci sono solo due modi per approcciare la vita:

Il primo è sentirsi EFFETTO di quello che ci accade.

Il secondo è sentirsi CAUSA.

La persona che vede il proprio locale vuoto, e rimane lì fermo a guardare, prendendosela con la crisi, con il settore ipercompetitivo o altre menate simili, è una persona che si sente EFFETTO dell’insuccesso. Vittima impotente di una situazione che non pensa di poter modificare.

Al contrario, la persona che vede il proprio locale vuoto, e comincia a guardare al mondo che lo circonda, comincia a studiare i concorrenti che prosperano, che si chiede cosa fanno per attrarre clienti, che studia come può migliorare il proprio prodotto/servizio, che si informa, apprende, frequenta corsi, prova, sperimenta ecc, è una persona che si sente CAUSA del proprio insuccesso.

Ora, lo so che quello che sto dicendo, ti potrebbe sembrare alieno. Il fatto però è che io continuo a guardare il nostro Paese e ovunque mi giro vedo solo persone che non fanno assolutamente niente per risolvere questa situazione. Rimangono lì in balia dei venti e delle onde, attaccati al timone, e pregano in silenzio che la tempesta finisca presto.

L’italiano ha l’iPhone in tasca e i vestiti firmati addosso. Però un cavolo di corso di formazione non lo fa.

Però poi si lamenta se c’è macello, se non riesce ad arrivare a fine mese, e va dicendo in giro che non è giusto lavorare così tanto per la miseria che riesce a mettere in tasca.

E per quanto io non voglia parlarne, la cosa che mi fa arrabbiare più di tutte è che lo stesso avviene per i ristoratori (baristi, pizzaioli, gastronomi, ecc).

Perché questa gente crede, è convinta, di fare bene il proprio mestiere, quando invece ogni giorno scende in battaglia senza corazza e senza nessuna arma.

Non siamo più all’età della pietra. I clienti oggi sono sempre più consapevoli. Hanno possibilità di scegliere in mezzo a centinaia di offerte differenti. È per questi motivi che per prosperare servono armi affilate e sofisticate. E tu non ce l’hai.

Quindi, se ti interessa evolverti, devi fare prima di tutto due cose:

  1. Devi smetterla di sentirti effetto e cominciare a sentirti causa del tuo insuccesso. Devi cambiare radicalmente il modo di vedere le cose. Solo così potrai avere il giusto grado di criticità per quello che fai e acquisire il giusto metodo di approccio al business. Ma ti ripeto, è prima di tutto, un cambiamento di mentalità. So che non è facile. Ma è necessario.

  1. Devi smetterla di guardare alla tua cucina e cominciare a guardare all’unica vera fonte di guadagno: la clientela (vatti a leggere quest’altro articolo: magari ti interessa).

Se invece non ti interessa evolvere le tue armi, lascia stare questi articoli, i miei consigli e le mie parole.

Ti ritroverai tra qualche anno pieno di rimpianti, ripensando a quando avresti potuto salvare il tuo locale, la tua carriera e ottenere il tuo stile di vita ideale. Invece hai preferito non fare niente e continuare a spaccarti la schiena.

In questo caso non so proprio cosa potrei fare di più per aiutarti. E sulle mie buone intenzioni non c’è neanche da discutere. Anche perché, come puoi vedere da solo, in questo articolo non ci sono proposte di vendita di nessun tipo. Solo informazioni. Gratuite per giunta!

Informazioni che non riguardano solo il business della ristorazione. Principi universali che vengono applicati da tutte le aziende di successo in tutto il mondo.

Quindi, se non l’hai già fatto, iscriviti subito alla newsletter. Anche quella è gratuita.

P.s.: Se ancora non ti sei iscritto, e non hai intenzione di farlo, occhio!

Va bene la diffidenza. Va meno bene se diventa immobilismo. Qualche tuo competitor sveglio potrebbe già aver cominciato ad applicare questi principi e le idee che fornisco tramite le mail. Quindi te lo ripeto per l’ultima volta: iscriviti!

 

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